Danno metabolico: il metabolismo basale può rimanere depresso?

I suggerimenti della nostra dietista Libera Damiana Poidomani

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Il danno metabolico, evento permanente e non reversibile, (metabolic damage) si riferisce a una depressione del metabolismo basale (BMR) indotta dalla perdita peso superiore a quanto previsto dalla composizione corporea, la quale permane anche quando il peso viene riguadagnato.

Il metabolismo basale rappresenta l’energia impiegata in condizioni di neutralità termica, dal soggetto sveglio, ma in uno stato di totale rilassamento fisico e psichico, a digiuno da almeno 12 ore. Semplicemente, il metabolismo basale è il minimo dispendio energetico necessario a mantenere le funzioni vitali e lo stato di veglia.

Ostacoli alla perdita di peso

Malgrado molto spesso il sovrappeso sia considerato un problema semplicemente legato alla mancanza di volontà, imputando in questo modo tutte le colpe al paziente che non è abbastanza forte da resistere alle tentazioni, in molti studi è stato dimostrato che la difficoltà a dimagrire è dipendente non solo da una inadeguata motivazione ma anche da numerose difese biologiche che il nostro organismo mette in atto per ostacolare il dimagrimento.

È fondamentale evidenziare che tali sistemi di difesa sono attivati soprattutto quando il regime calorico è molto restrittivo. In maniera schematica, possiamo dire che i danni che il corpo subisce in conseguenza di una dieta sono:

  • Adattamento metabolico

  • Alterazione della composizione corporea; perdita di massa magra

  • Danni psicologici

  • Danni comportamentali

Adattamento metabolico

La perdita di peso avviene quando ciò che consumiamo è superiore a ciò che introduciamo con il cibo. In questa situazione il corpo tende a utilizzare (consumare) la massa di grasso. Quando la differenza tra le calorie introdotte e quelle eliminate è eccessiva, come accade nelle diete troppo rigide, il nostro organismo identifica tale situazione come un periodo di carestia.

Inizia così a mettere in moto potenti sistemi di difesa, come risparmiare le calorie consumate, aumentare il senso di fame, resistere meno alle tentazioni che favorisco il recupero del peso perso. Questo meccanismo spiega perfettamente la teoria secondo cui, quando le diete sono troppo restrittive, “le diete fanno ingrassare”.

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COSA SUCCEDE NEL NOSTRO CORPO?

Quando vogliamo dimagrire velocemente e vengono prescritti programmi dietetici molto restrittivi, spesso il paziente non è informato di quello che succede.

Questa strategia da un lato porta a perdere un maggior numero di chili, ma dall’altro tali chili in più sono persi per riduzione di acqua e soprattutto di massa muscolare.

È importante sapere che dimagrire significa perdere grasso, non muscoli o acqua.

La diminuzione della massa muscolare induce direttamente una riduzione del metabolismo basale, per cui assistiamo a una accentuazione dall’adattamento metabolico.

L’unico modo che può garantire contemporaneamente un dimagrimento ottimale e il pieno rispetto della massa magra è prescrivere al paziente un programma alimentare il cui apporto calorico è basato sulla “misura” del Metabolismo basale.


CONSEGUENZE

L'impossibilità di rispettare un piano alimentare eccessivamente ridotto rispetto alle proprie esigenze porta il paziente a un sempre crescente senso di colpa, disistima, senso di inadeguatezza, che compromettono ulteriormente la qualità della loro vita.

Le persone che hanno alle spalle una lunga storia di perdita e recupero del peso, presentano spesso il circolo vizioso dei sensi di colpa.

La dieta rigida intesa come prescrizione, o proposito dimagrante senza possibilità di trasgressione, porta allo sviluppo di pensieri e comportamenti che perpetuano l'obesità, un'obesità conseguente a un disturbo del comportamento alimentare (o anoressia e bulimia).