La guida completa per leggere l'INCI dei prodotti cosmetici

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Giovanna Celeschi

Di cosa sono fatte le creme e gli unguenti che acquistiamo per la nostra pelle e il nostro viso?

Vi capita mai di leggere l’INCI dei prodotti cosmetici per capire di cosa sono fatti?

Se vi è capitato di farlo, avrete sicuramente notato che i nomi usati per descrivere i prodotti sono quasi incomprensibili: ci si ritrova a riconoscere i soliti due ingredienti e si resta a contemplare il resto dei nomi con un punto interrogativo sopra la testa.

Cosa sono tutti quegli ingredienti? Che effetti hanno sul corpo e sull’ambiente? Come faccio a capire se un prodotto può farmi male?

Sono tantissime le clienti che mi fanno queste domande.

Ecco perché ho deciso di scrivere questa guida, in modo da rendervi più consapevoli sugli acquisti che fate tutti i giorni.



INCI: che cos’è?

La definizione di INCI si trova facilmente nel web, ed è un acronimo delle parole International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, cioè la nomenclatura internazionale degli ingredienti cosmetici.

Viene usata in tutti gli stati membri dell’UE, così come in molti altri paesi nel mondo, come ad esempio USA, Russia, Brasile, Canada e Sudafrica.

La sua presenza è diventata obbligatoria solo nel 1997; mentre in passato i cosmetici venivano commercializzati riportando in etichetta la sola dicitura “a base di”, seguita dal nome di alcuni componenti, dal 1997 per assicurare al consumatore la totale trasparenza, l'INCI deve comprendere l'elenco completo di tutti gli ingredienti presenti all'interno del prodotto.

Facciamo quindi buon uso di questa trasparenza ed impariamo a decifrare gli ingredienti dei prodotti che usiamo quotidianamente.



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Come si legge l’INCI?

Uno dei primi aspetti da considerare quando si legge la nomenclatura è, come accennato prima, la lingua degli ingredienti; le difficoltà nel capire la composizione del prodotto sta senza dubbio sulla complessità della scrittura, composta in parte in latino, in parte in inglese ed in parte da sigle incomprensibili.

Questo avviene perché la nomenclatura è uguale in tutti i paesi, quindi deve essere più standardizzata possibile!

Possiamo però seguire una regola generale per aiutarci a capire di cosa si tratta:

  • Il nome delle sostanze chimiche o che sono frutto di sintesi chimica, vengono riportate in inglese o codici numerici (ad esempio i coloranti);

  • Il nome delle sostanze botaniche vengono riportate in latino con il nome botanico della pianta da cui sono stati estratti.

Il secondo aspetto da tenere in considerazione è l'ordine degli ingredienti, che non è affatto casuale!

Nell'INCI gli ingredienti dei prodotti cosmetici sono indicati in base alla quantità di sostanza inserita nel cosmetico al momento della preparazione, a partire dalla sostanza presente in quantità maggiore nel prodotto.

Al di sotto dell’1%, gli ingredienti possono essere indicati in ordine sparso e non più in ordine decrescente.

Dalla teoria alla pratica: come leggere correttamente l’etichetta

Vediamo insieme alcuni degli ingredienti più comuni che potete trovare:

  • al primo posto c’è indubbiamente “Aqua”, ossia, naturalmente, acqua, necessaria per la maggior parte dei prodotti, soprattutto liquidi, per dare maggiore fluidità.

  • Butyrospermum Parkii Butter, che altro non è che il burro di karitè, estratto dal frutto dell’albero e molto rinomato per le sue proprietà benefiche alla pelle.

  • Il Tocopheryl Acetate è la forma stabilizzata di vitamina E.

  • Il Calendula Officinalis Flower Extract è l'estratto di calendula.

  • Il Simmondsia Chinensis (Jojoba) Oil è invece l'olio di jojoba.


Quali sono invece gli ingredienti peggiori?

In questo caso vi riporto un elenco di una serie di sostanze che sono state identificate come dannose e che possono portare problemi anziché benefici:

  • Paraffinum liquidum, Petrolatum, Mineral oil, facenti parte dei petrolati.

  • Dimethicone, Amodimethicone, Cyclomethicone, Ciclopentasiloxane, sono tutti siliconi.

  • Polietilenglicoli, indicati dalla sigla PEG.

  • Cessori di formaldeide, come ad esempio Imidazolidinyl urea o Diazolidinyl urea.

  • EDTA

  • FTALATI (PHTALATES)

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Il vero scopo dell’INCI

Bene, quindi adesso che conosco il funzionamento della nomenclatura posso capire se un prodotto è valido o meno. Giusto?

NO, SBAGLIATO!

Saper leggere l’INCI è un ottimo punto di partenza e permette sicuramente di capire di cosa è fatto un prodotto, evitandoci spiacevoli fastidi soprattutto in caso di allergia a certi ingredienti.

Si tratta di essere sicuramente più consapevoli di ciò che ci si spalma sul proprio corpo; tuttavia, questo non è sufficiente per poter giudicare un prodotto.

L’INCI infatti non indica il quantitativo di ingrediente presente e, anche se lo facesse, non avremo le competenze per sapere in che modo un ingrediente si comporti in presenza di altri ingredienti.

Detto in altre parole, l’INCI è un po’ come la carta d’identità per una persona: potrà dirci come si chiama, quanto è alto e dove abita, ma non troveremo mai scritto se è simpatica e se ci troveremo bene assieme.

Allo stesso modo, per valutare se un cosmetico può andare bene per noi, bisogna prima di tutto, provarlo sulla nostra pelle e valutare:

  • la texture

  • il profumo

  • la spalmabilità

  • il tempo di assorbimento.

Concludo dicendo che non esiste una regola universale, non esistono prodotti che vadano bene a tutti.

La stessa crema che va così bene per te, potrebbe benissimo non andar bene per la tua amica e viceversa, a prescindere dall’etichetta.

Abbiamo abitudini diversi, alimentazioni diverse, geni diversi; siamo unici su questo pianeta e anche le esigenze della nostra pelle sono uniche.

Non scoraggiarti mai, ed esplora sempre il prodotto più adatto a te, valuta sempre come il tuo corpo si trova e, se necessario, continua la tua ricerca.

Se hai qualche dubbio o qualche domanda, non esitare a contattarci o a venirci a trovare: ci trovi sempre nei nostri centri di Lugano e Cadorago!