Tensioattivi: cosa sono e come agiscono sui capelli

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Scegliere ciò che è meglio per i nostri capelli non è sempre facile: da una parte le pubblicità di ogni prodotto promettono una chioma da favola, dall’altra l’INCI spesso si rivela difficile da decifrare, lasciandoti con poche informazioni davvero utili in mano.

Tra le tante tipologie di ingredienti di cui si sente spesso parlare ci sono i tensioattivi, categoria all’interno della quale appartengono sostanze diverse tra loro. Tra chi ne parla come di nemici dei capelli e chi sostiene siano indispensabili, è difficile orientarsi: cerchiamo di fare chiarezza su cosa sono i tensioattivi, quali tipi esistono e in che modo agiscono sui capelli.


Cosa sono i tensioattivi

I tensioattivi sono sostanze, che possono essere di origine chimica o vegetale, che permettono la rimozione dello sporco dalla superficie cutanea.

Esistono diverse tipologie di tensioattivi che agiscono in modo diverso sui capelli: alcuni hanno lo specifico scopo di detergere, altre di fare molta schiuma, altre ancora di emulsionare o miscelare i singoli ingredienti.

Con questo articolo cerchiamo di fare chiarezza sulle varie tipologie di tensioattivi che possiamo trovare all’interno degli shampoo.

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Parabeni: cosa sono e come riconoscere quelli dannosi

All’interno di ogni prodotto contenente acqua sono necessari dei conservanti, poiché in loro assenza potrebbero svilupparsi muffe o batteri.

I parabeni, di fatto, sono una tipologia diffusa di conservanti di origine chimica, che si riconoscono nell’INCI perché caratterizzati dal suffisso “-ben” (come methylparaben, butylparaben, benzylparaben).

La cosmesi ne fa un utilizzo su larga scala, ma la loro sicurezza è messa in dubbio da alcuni studi, come il “Significance of the detection of esters of p-hydroxybenzoic acid (parabens) in human breast tumours” pubblicato nel 2004.

La UE ha emanato diverse limitazioni al loro utilizzo (REGOLAMENTO (UE) N. 1004/2014 DELLA COMMISSIONE del 18 settembre 2014.

In base a ciò, è sempre meglio utilizzare prodotti che siano composti da sostanze naturali alternative ai parabeni: pensiamo agli estratti dei semi di pompelmo, dell’olio di lavanda o del rosmarino.

O, ancora, a tutte le alternative eco-dermo-compatibili come il Benzyl Alcohol, ad esempio, un conservante di origine naturale.

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Siliconi: quali effetti possono avere sui capelli?

I siliconi sono una tipologia di tensioattivi utilizzata per via degli effetti positivi sull’estetica del capello: anche dopo pochi utilizzi di shampoo con siliconi, i capelli appaiono infatti setosi, morbidi, brillanti.

Purtroppo, però, questo effetto si limita a ingannare l’occhio e il tatto: agendo a un livello superficiale e rivestendo i capelli con una sorta di film protettivo, non penetrano in profondità e dunque non curano né nutrono i capelli.

I consigli della Giò!

I siliconi sembrano migliorare la salute del capello ma, in realtà, contribuiscono a danneggiarla: non solo non apportano miglioramenti reali, ma isolando il capello impediscono anche ad altre sostanze benefiche di penetrare per nutrire, idratare e curare i capelli. L’effetto lo si nota non appena si interrompe l’uso di prodotti contenenti siliconi: dopo pochi lavaggi, la chioma appare più debole e stressata di prima!

I siliconi, inoltre, sono sostanze non biodegradabili pertanto hanno un alto impatto ambientale e sono fortemente inquinanti.

Possiamo riconoscerli nell’INCI dello shampoo grazie al suffisso -thicone, -xiloxane, -silanoil. In particolare, il Dimethicone e composti sono siliconi particolarmente pesanti e unti, che causano i maggiori problemi alla pelle e ai capelli.

L’ideale sarebbe evitare di usare prodotti con queste sostanze e verificare che vi siano oli e burri vegetali alternativi e di origine naturale, capaci di nutrire in profondità il capello.

Sulfati, perché fare attenzione?

Come abbiamo visto di recente, i sulfati sono invece tensioattivi molto diffusi in quanto dotati di un elevato potere sgrassante. Il problema principale che caratterizza questi particolari tipi di sale, però, è che risultano molto aggressivi sui capelli: utilizzando shampoo e prodotti per capelli contenenti sulfati rischiamo di eliminare dal cuoio capelluto non solo il grasso in eccesso, ma anche il sebo, fondamentale per il mantenimento della corretta lubrificazione.

I consigli della Giò!

Quando leggiamo la presenza di sulfati negli shampoo, analizziamo bene l’INCI: ne esistono di vari tipi e non tutti hanno lo stesso effetto aggressivo sui capelli. Per evitare di acquistare shampoo contenenti sulfati, è importante accertarsi che l’INCI non riporti la presenza di Sodium Laureth Sulfate (SLES) e di Sodium Lauryl Sulfate (SLS). Il Sodium Lauryl Sulfoacetate, invece, è un tensioattivo migliore, di origine vegetale.
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Le controindicazioni del Sodium Lauryl Sulfate

I tensioattivi indicati come SLS negli shampoo vengono spesso utilizzati per far sì che il prodotto sprigioni molta schiuma durante l’utilizzo. Essa, però, non è indicativa della qualità dello shampoo o della sua capacità di pulizia.

Al contrario, prodotti ricchi di SLS possono sembrare molto efficaci perché abbondantemente schiumosi, mentre in realtà danneggiano il cuoio capelluto e i capelli stessi. Diversi studi hanno dimostrato una propensione della pelle a sviluppare irritazioni a contatto con questa sostanza, per un effetto aggressivo che perdura anche dopo diverso tempo dall’utilizzo.


I TENSIOATTIVI DA EVITARE

Come visto, esistono tensioattivi più aggressivi sui capelli e altri meno: è sempre consigliabile optare per prodotti che non contengano nessuna di queste sostanze e che si prendano cura dei capelli in modo delicato ma efficace.


Alcune sostanze, in particolare, andrebbero sempre evitate anche se molto diffuse nei prodotti per capelli e presenti nell’INCI di moltissimi shampoo. Le più aggressive (e, spesso, anche le più inquinanti per l’ambiente) sono:

  • Petrolatum

  • Paraffinum liquidum

  • Vaselina

  • PEG, PPG, DEA, MEA, TEA, MIPA, EDTA

  • Carbomer, Crosspolymer, Acrylate, Styrene

  • Triethanolamine, Propylene glycol, Phenoxyethanol.

Le alternative che fanno bene ai capelli

Tra tante sostanze che danneggiano i capelli, per fortuna, ne esistono anche molte il cui utilizzo è in crescita e i cui effetti risultano benefici per la chioma e il cuoio capelluto. Alcune di queste sostanze sono derivate dallo zucchero o dal cocco, come il Coco Glucoside, Cocamidopropyl Betaina e Decyl Glucoside, oppure Gliceryl Oleate.

In generale, è sempre consigliabile prediligere shampoo senza tensioattivi e con un INCI composto da sostanze naturali. La scelta dei prodotti, inoltre, deve tenere conto delle caratteristiche specifiche dei capelli, diverse da donna a donna.

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