Sale o sulfati negli shampoo: quali sono gli effetti sui tuoi capelli?

la_gio.png

Probabilmente hai già sentito mille volte la raccomandazione di fare attenzione alla quantità di sale presente negli alimenti, poiché potenzialmente dannoso per la salute, se consumato in grandi dosi.

È più raro, invece, che qualcuno ti metta in guardia dal sale quando devi scegliere quale shampoo acquistare: può sembrare strano, eppure è proprio così!

Il sale non si nasconde soltanto nel piatto, ma spesso anche negli shampoo! Se i prodotti che stai usando non ti soddisfano e non vedi i risultati che speravi, la colpa può essere dei sali o dei sulfati presenti tra gli ingredienti.

Cosa sono i sulfati e perché sono presenti negli shampoo

I sulfati sono tensioattivi dal potente effetto sgrassante: svolgono la loro funzione legandosi alle particelle di grasso e portandole via con sé durante il risciacquo. Per capire quanto sono potenti, basti pensare che vengono utilizzati anche per eliminare il grasso dai motori!

Spargere sui tuoi capelli lo stesso ingrediente usato nelle officine non ti sembra una grande idea, vero?

In effetti, c’è una ragione per la quale si fa ricorso ai sulfati nella preparazione degli shampoo: si tratta di ingredienti economici e facili da reperire, che formano tanta schiuma regalando una piacevole sensazione di efficacia e di pulizia.

I consigli della Giò!

È importante giudicare uno shampoo in base alla sua lista ingredienti, senza farsi ingannare dalla quantità di schiuma prodotta: anche se può sembrare che più schiuma significhi maggiore efficacia, in realtà la sua quantità è del tutto ininfluente. Possiamo trovare shampoo estremamente efficaci che producono poca schiuma e altri che ne producono moltissima ma che in realtà sono di qualità scadente.

Controindicazioni dei sulfati

Ora che conosci alcuni ambiti di applicazione dei sulfati al di fuori dell’uso cosmetico, probabilmente già riesci a immaginare quali sono le controindicazioni dell’uso di queste sostanze sui tuoi capelli: è vero che hanno un elevato potere pulente, ma risultano anche molto aggressivi.

I sulfati, infatti, non eliminano solo il grasso in eccesso, ma anche il sebo, fondamentale per la corretta lubrificazione della cute e della radice del capello. Il loro effetto negativo è ancor più evidente sui capelli ricci: tenderanno ad apparire secchi, privi di tono, poco luminosi e sempre più crespi.

Immagine1.png

Come riconoscere i sulfati nell’INCI

Per evitare di acquistare shampoo contenenti sulfati, è importante accertarsi che l’INCI non riporti la presenza di Sodium Laureth Sulfate (SLES) e di Sodium Lauryl Sulfate (SLS).

Questi ingredienti possono comparire anche in altri tipi di prodotti cosmetici, come tinte, make up, dentifrici, collutori, saponi per le mani o per il bucato: anche in questi casi il loro utilizzo è da valutare attentamente, poiché risultano aggressivi sulla pelle.

Si tratta, infatti, di due tensioattivi che attivano l’azione pulente. Certo, in tutti i detergenti (bagnoschiuma, shampoo, saponi) sono presenti dei tensioattivi. Ciò che però fa la differenza è la loro origine, che può essere vegetale o chimica.

Un esempio di tensioattivo di origine vegetale è il Sodium Lauryl Sulfoacetate, con un potere irritante di molto inferiore ai più comuni tensioattivi utilizzati.

Il Cloruro di Sodio, ovvero il comune sale da tavola

I Sulfati non sono gli unici tipi di sali presenti negli shampoo che si rivelano nemici dei nostri capelli: alcuni prodotti possono contenere anche comune sale da cucina, indicato come Sodium Chloride.

In questo caso, il ruolo è diverso da quello dei sulfati: il sale viene aggiunto come addensante, spesso all’interno degli stessi prodotti che contengono anche SLS e SLES. Anche se in misura minore rispetto ai sulfati, per alcune persone può risultare aggressivo e causare prurito, fastidi e caduta di capelli.

Leggiamo l’INCI insieme alla Giò!

I primi ingredienti sull’INCI indicano quelli presenti in percentuale maggiore. Se troviamo la parola “Sodium” accompagnata da Lauryl o Laureth Sulfate, teniamo presente che sono tensioattivi di origine chimica. Meglio cercare prodotti con “Sulfoacetate” in accompagnamento a Sodium (tensioattivo di origine vegetale). Attenzione a tutte le parole che finiscono in “-il” (come metil, etil, propil, butil) perché son parabeni, ossia conservanti.

Se nonostante le mille accortezze quotidiane ti sembra che i tuoi capelli siano sempre spenti, poco luminosi, crespi e secchi, oppure se senti spesso prurito sulla cute, verifica la qualità degli shampoo che usi: a volte è proprio quando crediamo di prenderci cura di noi stesse che finiamo per stressare i nostri capelli ancora di più!

Immagine2.png

Vuoi avere la certezza di prenderti cura dei tuoi capelli nel modo migliore possibile e desideri acquistare i prodotti perfetti per te in piena sicurezza?

Ti aspettiamo nei nostri Saloni di Lugano e Cadorago: le nostre parrucchiere ti sapranno indirizzare verso le soluzioni più adatte alla tua tipologia di capelli.