Diete a confronto: i pro e i contro delle più famose sul web!

I SUGGERIMENTI DELLA NOSTRA DIETISTA LIBERA DAMIANA POIDOMANI

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Ci chiediamo spesso quale dieta è meglio seguire per ottenere un dimagrimento efficace, cioè una riduzione della massa grassa ed un miglioramento della massa magra.

Oggi metteremo a confronto le diete più menzionate nel web e chiariremo quali sono i pro e contro di ciascuna.

Sarà, comunque, l’individualità biochimica a decretare quale si adatterà meglio per ogni soggetto, ma spetta a noi evidenziare e comprendere su quali principi si basa.

DIETA MEDITERRANEA

Partiamo con le indicazioni nutrizionali consigliate dalla dieta più famosa, amata e odiata, quella Mediterranea, considerata a livello scientifico patrimonio dell’umanità.

Vediamo di capire perché una corretta alimentazione dovrebbe seguire questi canoni.

La ripartizione calorica è ben distribuita:

  • Glucidi: 45-60%

  • Proteine: 15-20%

  • Lipidi: 35-30%

  • Ac. Grassi saturi: < 10%

  • Ac. Grassi monoinsaturi: 10%

  • Ac. Grassi polinsaturi: < 10%

  • Fibre: 20g/1000 Kcal

  • Colesterolo: < 200 mg/dl

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È proprio una dieta spettacolare!

In un regime normocalorico una tale ripartizione dei macronutrienti consente un’ottima affinità col glucosio. Le proteine e i grassi sono tenuti relativamente “bassi” per permettere alle cellule di sfruttare appieno il metabolismo glucidico.

È un’ottima dieta per chi vuole stare bene, ovviamente bisogna prediligere fonti di carboidrati integrali, non biscotti o pasta raffinata.

Ma cosa non funziona in tutto questo? Perché la dieta Mediterranea ha fallito con molti?

Semplicemente per il presupposto che funziona in normocalorica e soprattutto con soggetti attivi. Funziona se si prediligono glucidi sani a medio-bassa densità energetica.

Quindi la dieta Mediterranea è un’ottima risorsa per prevenire le malattie metaboliche e, associata ad una costante attività fisica, per ottenere una perdita di peso costante nel tempo.

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DIETA A ZONA

Tra le diete più conosciute e discusse c’è quella a Zona. Dagli anni ’90 è un po’ passata di moda ma i suoi principi rimangono tuttora validi.

Rispetto alla dieta Mediterranea, questa suddivide i macronutrienti in:

  • Carboidrati: 40%

  • Grassi: 30%

  • Proteine: 30%

È suddivisa in 5-6 pasti e la maggior quota proteica, rispetto alla Mediterranea, apporta diversi benefici (in soggetti sani) agli sportivi.

Permette una sicurezza nel mantenimento e nello sviluppo della massa muscolare, migliora il sistema immunitario e da quel senso si sazietà.

Dove non funziona?

Nel dover calcolare il giusto apporto tra gli alimenti, cosa molto difficile e quasi impossibile da rispettare quando si esce a pranzo o cena per lavoro o svago.

Questa alimentazione è sostenibile nel tempo solo da chi ha una particolare dedizione per l’attività fisica. Inoltre anche con questo stile alimentare, se si eccede con le calorie, la presenza nel sangue di alti livelli di zuccheri e grassi vi porterà facilmente ad ingrassare.

DIGIUNO INTERMITTENTE

All’opposto della dieta a Zona c’è il digiuno intermittente, strategia che vede nel prolungare il digiuno notturno un modo per migliorare l’efficacia metabolica del nostro organismo.

La versione più interessante è quella 18:6 > 18 ore di digiuno e 6 ore di iperalimentazione, dove mediamente si fanno due pasti.

L’obiettivo di questa strategia è quello di insegnare al corpo ad utilizzare le proprie scorte energetiche e di non dipendere da quelle esogene.

Questo stile alimentare si addice perfettamente a chi lavora molto durante il giorno e non ha tempo per fermarsi a mangiare. In più il digiuno aumenta l’attività adrenergica, quindi dopo una fase di assestamento ci si sente più svegli e non si soffre la fame quando non si mangia.

Cosa non funziona?

In questo schema i difetti sono molteplici.

Da una parte molte persone rispondono male ed inizialmente catabolizzeranno molta massa magra (muscolare). In più la liberazione degli acidi grassi nel lungo periodo può peggiorare la sensibilità insulinica, quindi nel breve-medio termine questo regime la migliora, ma nel lungo gli effetti potrebbero cambiare.

Il digiuno intermittente può essere classificato come una particolare dieta ciclica (ciclo catabolico/anabolico).

DIETE CICLICHE

Lo stile alimentare del dottor di Pasquale prevedeva 5 giorni low carb e nel week end si effettuava la ricarica di carboidrati e ci si dava alla pazza gioia.

In molti hanno ottenuto ottimi benefici, altri invece si sono ritrovati più grassi di prima.

Forse le diete cicliche occuperanno un buono spazio nel futuro, ma sono strategie complicate perché si plasmano sulla persona.

DIETA IPERPROTEICA

Si è sempre detto che le diete iperproteiche fanno male ed ancora oggi se ne discute molto.

C’è chi si è trovato male ed ha dovuto interrompere prima, ma c’è anche chi ha migliorato i propri parametri salutistici.

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Le diete iperproteiche nel tempo non si rivelano mai le migliori perché bisogna sempre introdurre una percentuale di carboidrati, dato che sono la principale fonte di energia per le nostre cellule e soprattutto per il nostro sistema nervoso centrale (il cervello si nutre di circa 180 g di glucosio al giorno).

Ogni dieta ha i suoi punti forti e punti deboli, ciò che conta è capire qual è più adatta al nostro fisico ed al nostro stile di vita, senza esagerazioni.

Affidarsi ad un consulente professionista è il primo passo per fare scelte sane e consapevoli!

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