Come e perché sconfiggere i trigliceridi alti

I suggerimenti della nostra dietista Libera Damiana Poidomani

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Dott.ssa

Libera Damiana Poidomani

I trigliceridi alti sono un problema che affligge quasi un quinto della popolazione italiana, per un totale di circa 12 milioni di persone che necessitano di tenere sotto controllo i valori collegati a questo aspetto.

Ma cosa sono i trigliceridi?

Quali sono gli effetti che hanno sulla nostra salute?

In questo articolo, la dottoressa Poidomani ci illustra i rischi che si corrono ad ignorare il valore dei trigliceridi e alcuni suggerimenti per riuscire a tenere i valori controllati.


Trigliceridi: una definizione per comprenderli

L’esatta definizione di trigliceridi ci viene fornita dalla nomenclatura ufficiale dei lipidi:

“I trigliceridi (detti anche triacilgliceroli) sono esteri neutri del glicerolo in cui al posto degli atomi di idrogeno dei gruppi ossidrilici sono presenti le catene di tre acidi grassi.”

Dalla definizione scientifica è difficile ottenerne un’utilità, anche perché ci si sofferma solamente all’aspetto chimico dell’elemento.

Molto più semplicemente, i trigliceridi sono il principale tipo di grassi presente nel sangue: derivano in parte dagli alimenti e in parte si formano all’interno dell’organismo, perché ne abbiamo bisogno essendo una fonte di energia.

Ma valori troppo elevati fanno aumentare il rischio di malattie cardiache e pancreatite acuta. Tenere sotto controllo i livelli dei trigliceridi nel sangue è fondamentale per la nostra salute.

Quando si ha un’elevata concentrazione di trigliceridi nel sangue si parla di ipertrigliceridemia, una condizione che potenzialmente può essere molto pericolosa per il nostro organismo.

In particolare, si parla di trigliceridi alti quando i valori sono superiori ai 200 mg/dl.

Quando si supera la soglia dei 500 mg/dl siamo in presenza di trigliceridi cosiddetti molto alti, arrivando a livelli per i quali sono necessarie terapie molto specifiche e interventi mirati da parte del proprio medico; sotto ai 150 mg/dl, invece, sono livelli normali.


Perché controllare il livello di trigliceridi

Alti livelli di trigliceridi nel sangue aumentano il rischio di malattie coronariche (come l'infarto) e dell'aterosclerosi.

Questo aumento del loro livello è legato principalmente all’introduzione di grandi quantità di zuccheri semplici, che vengono convertiti dall’organismo in trigliceridi. A seconda della qualità dei grassi che si introducono nel corpo attraverso l’alimentazione, si può andare incontro a problematiche legate a pressione alta o aumento dei valori del colesterolo LDL (chiamato anche “colesterolo cattivo”).

Tutto ciò si traduce poi in una tendenza al sovrappeso ed alla malattia diabetica.

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In quali casi il livello di allerta deve essere più alto?

Ci sono dei casi in cui è meglio alzare il livello di allerta nei confronti di questo valore, ad esempio quando sono presenti i seguenti fattori di rischio:

  • Familiarità

  • Alimentazione

  • Stile di vita, tenendo conto di alcuni aspetti come sedentarietà, fumo e alcol

  • Diabete e sindrome metabolica

  • Patologie renali o endocrine

  • Gravidanza

Consigli per abbassare il livello di trigliceridi

Per nostra fortuna, esistono degli accorgimenti per tenere bassi i livelli di trigliceridi; l’efficacia di ciascuno di essi dipende chiaramente da persona a persona, ma ce ne sono alcuni che possono essere adottati come primo step per un migliore apporto di grassi nel nostro organismo.

Ridurre sensibilmente o eliminare fumo e alcool

Liberarsi delle cattive abitudini rappresenta sicuramente un ottimo punto di partenza per il miglioramento della propria condizione fisica.

L'alcool in tutte le sue forme stimola in molti soggetti un'intensa produzione di trigliceridi da parte del fegato; pertanto, in presenza di ipertrigliceridemia è necessario un controllo o meglio l'abolizione di questa sostanza.

Fare attività fisica

Aumentare la propria attività fisica contribuisce in vari modi a normalizzare il tasso dei trigliceridi.

Può aiutare a controllare il peso corporeo, un elemento di riconosciuta importanza da questo punto di vista, ed aiuta inoltre i muscoli a “bruciare” meglio i trigliceridi stessi per produrre l'energia necessaria per il movimento.

L'attività degli enzimi che digeriscono i trigliceridi infatti rispecchia molto l’attività fisica della persona.

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Controllare la propria alimentazione

“Siamo ciò che mangiamo”, questa è una frase che sentiamo spesso ripetere nella nostra quotidianità, e non potrebbe essere più vera.

Prediligere cibi ad alto contenuto di fibre e bassa percentuale di zuccheri, aiuta a mantenere il peso forma e i grassi sotto controllo.

Inoltre, quando cuciniamo assicuriamoci di preferire sistemi di cottura che non vadano a stravolgere le proprietà nutritive degli alimenti. Meglio una cattura a vapore, alla griglia, alla piastra e nella pentola a pressione, piuttosto che fritture o bolliti di carne.

Mentenersi in salute è una questione di allenamento, può essere difficile all’inizio ma poi diventa parte della propria quotidianità e ci permette di avere più energia, ci fa sentire meglio e ci rende senz’altro più felici.

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